Le due tavole, concepite in pendant e note con i titoli La Perla di Capri e Il Fiore di Capri, costituiscono un esempio paradigmatico della maturità artistica di Adriano Bonifazi. Eseguite nel 1877, le opere testimoniano la piena adesione del pittore a una ricerca fondata sull’indagine psicologica del soggetto e su un virtuosismo tecnico posto al servizio della verità ottica.
Bonifazi affronta il tema del ritratto infantile e adolescenziale conferendo ai propri modelli una dignità classica e un’intensità emotiva che travalicano la contingenza del soggetto ritratto. Lontano da intenti aneddotici, l'artista si concentra sulla resa volumetrica dei volti attraverso una gestione magistrale della luce: morbida e diffusa, essa indaga l'epidermide con sensibilità analitica, restituendo la trasparenza degli incarnati e la complessità delle espressioni.
Nel ritratto femminile, l’attenzione si focalizza sullo sguardo, diretto e magnetico, capace di instaurare un dialogo immediato con l’osservatore. La perizia tecnica si manifesta nella resa materica dei dettagli: la consistenza delle stoffe del copricapo, trattate con pieghe scultoree, e la lucentezza della collana, resa con tocco minuzioso.
Nel ritratto maschile, l’artista sceglie un taglio compositivo più introspettivo. Lo sguardo, dolce, leggermente distolto, suggerisce una dimensione interiore silenziosa e profonda. Il contrasto tra la trama ruvida del cappello in feltro, ornato da elementi floreali, e la levigatezza del volto evidenzia la capacità di Bonifazi di orchestrare diverse qualità tattili all'interno della stessa composizione.
In entrambe le opere, Bonifazi eleva le figure a simboli universali di un’età evolutiva colta nella sua essenza più pura e solenne, confermando il suo ruolo di interprete raffinato e sensibile della pittura italiana dell’Ottocento.
La storia conservativa delle opere attesta la costante fortuna critica di Bonifazi nel collezionismo internazionale ed europeo. Le tavole vantano una tracciabilità documentata che attraversa il mercato olandese e anglosassone sin dall'anno della loro esecuzione.
1877 (11 dicembre): Vendita all'asta presso C.F. Roos & Co. / C.F. Roos Jr., De Brakke Grond, Amsterdam. Le opere entrano nel mercato nordeuropeo immediatamente dopo la realizzazione.
1902 (13 maggio): Passaggio in asta presso C.F. Roos & Cie, Hôtel de Brakke Grond, Amsterdam. Catalogate con i titoli "Jeune fille de l’Île de Capri" e "Jeune de l’Île de Capri", a conferma della presenza stabile dell'autore nelle collezioni dei Paesi Bassi.
1908 (12 maggio): Vendita all'asta presso Frederik Muller & Cie, Amsterdam. In questa sede le opere sono presentate con il titolo unitario "Frère et Sœur" (Fratello e Sorella), sottolineandone l'inscindibile legame compositivo ed emotivo.
1999 (27 sprile): Asta Christie’s, Amsterdam. Le opere riappaiono in una delle piazze più prestigiose del mercato globale, sancendo la continuità dell'interesse collezionistico verso l'autore.
Collezione MacConnal-Mason & Son Ltd., Londra: Acquisite dalla storica galleria londinese, le opere rientrano nel circuito della pittura europea del XIX secolo di alto profilo.
Fortuna Visiva e Bibliografica
La pervasività dell'immagine di Bonifazi nella cultura visiva contemporanea è documentata dalla presenza delle due opere nel mazzo Gallery Lenormand (2nd Edition), un progetto editoriale statunitense che seleziona opere d'arte del XIX secolo per illustrare la celebre tradizione cartomantica francese.
Nello specifico, i due ritratti sono stati scelti per rappresentare la carta n. 13, "Il Fanciullo" (The Child). Tale selezione iconografica non è aneddotica ma sostanziale: essa conferma come la ritrattistica di Bonifazi sia oggi riconosciuta come l'archetipo visivo ideale dell'innocenza e della purezza infantile, capace di incarnare universalmente il significato simbolico della carta.
Sul piano editoriale, si segnala inoltre l'utilizzo dell'effigie femminile (La Perla di Capri) come immagine di copertina per l'edizione anglosassone del romanzo In Maremma di Ouida (ed. Valancourt Books).