L’opera rappresenta un unicum di straordinaria rilevanza nel corpus di Adriano Bonifazi, distinguendosi dalla più nota produzione di ritratti a figura singola per l’impianto compositivo complesso e il formato orizzontale di ampie dimensioni.
L’iscrizione autografa "Capri / Subiaco" suggerisce un’interessante sintesi geografica e culturale: l’artista unisce idealmente i due poli della sua ispirazione, fondendo il verismo della campagna laziale con la luce e le atmosfere dell’isola partenopea.
La scena si struttura su un dialogo silenzioso e intenso tra le due figure. Lontano da qualsiasi intento aneddotico, Bonifazi costruisce un momento di sospensione temporale: il giovane musicista è colto nell'atto di suonare il piffero con una concentrazione assoluta, adagiato su una rovina muraria resa con una matericità scabra e vibrante.
Tuttavia, il fulcro psicologico del dipinto risiede nel profilo della bambina. Il suo atteggiamento non è di passiva attesa, ma di ascolto attivo e profondo; l'intensità dello sguardo rivela la capacità dell'artista di catturare l'interiorità dei soggetti, trasformando una scena agreste in una rappresentazione di dignità classica.
Tecnicamente, il dipinto evidenzia la piena maturità del linguaggio di Bonifazi. Il virtuosismo cromatico si apprezza nella resa dei tessuti logori ma nobilitati dalla luce, nella definizione anatomica del piede nudo del ragazzo – dettaglio di puro verismo – e nella naturalezza con cui è dipinto il gallo, trattato con la stessa dignità pittorica delle figure umane. La composizione, bilanciata e solenne, testimonia l'ambizione dell'artista di superare la semplice pittura dal vero per approdare a una narrazione visiva dal lirismo universale.
L'opera vanta una provenienza di eccezionale interesse che ne attesta il valore storico e la continuità di apprezzamento nel collezionismo internazionale di alto profilo.
1991 (21 giugno): L'opera è transitata presso Christie's, Londra (lotto 79). L'acquisto fu effettuato da Freddie Mercury (1946–1991), leggendario frontman dei Queen e icona della cultura pop del XX secolo. Dotato di una solida formazione accademica in arte e design (conseguita presso l'Ealing Art College di Londra), Mercury fu un collezionista colto e appassionato, capace di riconoscere e ricercare la qualità pittorica al di là delle mode del momento, con una predilezione specifica per il virtuosismo tecnico dell'Ottocento.
Collezione Freddie Mercury, Garden Lodge, Londra: Il dipinto è stato custodito per oltre trent'anni nella residenza privata dell'artista a Kensington, Garden Lodge. L'opera era inserita in una raccolta eclettica e raffinatissima, dove la pittura di genere del XIX secolo dialogava con arte giapponese e mobilio d'epoca, testimoniando la ricerca estetica di un collezionista che privilegiava la bellezza formale e l'esecuzione impeccabile.
2023 (settembre): L'opera è tornata sul mercato in occasione della storica vendita monografica Freddie Mercury: A World of His Own presso Sotheby's, Londra (lotto 236). L'inserimento del dipinto in questo contesto, accanto a capolavori dell'arte mondiale e oggetti di culto, ha definitivamente confermato la rilevanza di Adriano Bonifazi nel panorama del collezionismo d'élite, sancendo la capacità della sua pittura di affascinare personalità dalla sensibilità artistica superiore.